Narrazione e identità collettiva

Un nuovo nomadismo

Lo sviluppo dei nuovi strumenti di comunicazioni si inscrive in una mutazione di ampia portata che esso accelera, ma che lo oltrepassa. Per dirlo in una parola: siamo ridiventati nomadi.Che cosa significa? Si tratta di viaggi di piacere, di vacanze esotiche, di turismo? No. Del girotondo di uomini d’affari e di persone indaffarate in corsa intorno al mondo, da un aeroporto all’altro? Neppure. Nemmeno gli “oggetti nomadi” dell’elettronica portatile ci avvicinano al nomadismo d’oggi. Simili immagini del movimento ci rimandano a viaggi immobili, chiusi nello stesso mondo di significati. La corsa senza fine lungo le reti mercantili è forse l’ultimo ostacolo al viaggio. Muoversi non è più spostarsi da un punto all’altro della superficie terrestre, ma attraversare universi di problemi, mondi vissuti, paesaggi di senso. Queste derive nelle trame dell’umanità possono incrociare le traiettorie ordinarie dei circuiti di comunicazione e di trasporto, ma le navigazioni trasversali, eterogenee dei nuovi nomadi esplorano un altro spazio. Noi siamo gli immigrati della soggettività.Il nomadismo della soggettività odierna dipende principalmente dalla trasformazione continua e rapida dei paesaggi, scientifico, tecnico, economico, professionale, mentale… Anche se non ci spostassimo, il mondo cambierebbe intorno a noi. Ma siamo in movimento. E l’insieme caotico delle nostre risposte produce una trasformazione generale. Questo movimento non esige da parte nostra qualche adattamento razionale o ottimale? Come essere certi che una risposta sia adeguata a una situazione che si presenta per la prima volta, e che nessuno ha programmato? E perché volersi adattare (adattarsi a cosa esattamente?) una volta capito che la realtà non è lì, esterna a noi, preesistente, ma è il risultato transitorio di ciò che noi facciamo insieme?[P. Lévy, 2002, p.16]

Narrazione e reti

Relazioni e segni

La relazione dialogica nella rete

La relazione di condizionamento tra tecnologie e società e cultura che le hanno prodotte ci porta a declinare il problema dell’identità “in rete” sullo sfondo di una identità come problema, collocandolo all’interno di una più ampia fenomenologia di frammentazione del sé cui si assiste nell’era post-moderna. In Internet, la “dimensione linguistica della mente” viene esaltata, accentuando la dimensione narrativa dell’essere stesso. Le identità virtuali si rivelano oggetti evocativi con cui poter pensare al sé, con cui essere costretti a prestare maggiore attenzione a certi aspetti che si davano scontati per la realtà… Ma quale ricaduta ha sul piano della presenza sociale, sulla percezione del sé e sugli apprendimenti individuali, la dispersione in rete della corporeità?Il dover fare a meno, nella relazione con se stessi e con gli altri, dell’immagine tridimensionale che ciascuno ha di sé stesso e che comprende anche un rapporto tra spazio e tempo... Nell’era digitale, non è più possibile pretendere che a una certa durata corrisponda una certa distanza. Ma cosa comporta questa disarticolazione del nesso spazio-temporale che consentiva di quantificare il tempo attraverso lo spazio? Che cos’è uno spazio se non è un luogo?E’ uno spazio in cui l’essere qui o l’essere altrove dipende essenzialmente dall’essere in relazione con qualcuno, da cui deriva un nuovo concetto di prossimità, legato appunto all’instaurarsi o meno di una relazione.L’interattività diviene contatto, un contatto che permette di percepire il proprio computer come una estensione della propria mente e della propria personalità e che può essere assimilato ad un’estensione del mondo intrapsichico individuale, ad una zona intermedia tra il sé e l’altro…Dunque, lo spazio della formazione [e quindi della comunicazione] in rete è uno spazio in cui la prossimità è data dalla relazione dialogica con l’altro all’interno di una zona che è parte sia di sé, sia dell’altro; uno spazio in cui l’assenza della relazione fisica implica la necessità di “manifestare” segni suppletivi della presenza che confermano noi stessi e l’altro.[Fiore (a cura di), 2005]

Narrazione e identità individuale

Laboratorio in presenza

Ricostruire un personaggio...

...dall'immagine alle parole

...dalle parole all'immagine

Riscaldamento

Traccia

"Soluzione"

Identità

Digital storytelling

L'altro

Portar via per condurre altrove...

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